Blocco licenziamenti emergenza coronavirus

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la Nota n. 5186 del 16 luglio 2021, è intervenuto per fornire una serie di chiarimenti in merito all'attuale disciplina del blocco dei licenziamenti e alla conseguente riattivazione delle procedure di conciliazione che erano state sospese in seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni normative restrittive.
Con riferimento all'attuale estensione del blocco dei licenziamenti, sulla base di un'interpretazione sistematica delle disposizioni degli ultimi decreti legge (DL n. 41/2021, DL n. 73/2021 e DL n. 99/2021), l'Ispettorato ha chiarito che in base al Decreto Sostegni bis, a decorrere dal 1° luglio 2021, possono procedere con i licenziamenti individuali per ragioni economiche e con i licenziamenti collettivi i soli datori di lavoro che possono fruire della Cassa integrazione ordinaria (CIGO): ossia le aziende appartenenti al settore industriale e manifatturiero.
Per tali aziende, la possibilità di licenziare rimane comunque inibita laddove abbiano presentato domanda di fruizione degli strumenti di integrazione salariale per tutta la durata del trattamento e fino al 31 dicembre 2021; la ratio di tali norme risiede, nella volontà di collegare il divieto di licenziamento alla domanda di integrazione salariale e dunque al periodo di trattamento autorizzato e non a quello effettivamente fruito. Gli ulteriori interventi normativi di cui al DL n. 73 del 2021 e al DL n. 99 del 2021 hanno esteso, a determinate condizioni, il divieto di licenziamento oltre il 30 giugno u.s. in particolare:
  • per le aziende del tessile identificate secondo la classificazione Ateco2007, con i codici 13, 14 e 15 (confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e in pelliccia e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili), il divieto di licenziamento è stato esteso sino al 31 ottobre 2021 (cfr. art. 4, comma 2, DL n. 99 del 2021) in virtù della possibilità di accedere ad un ulteriore periodo di cassa integrazione di 17 settimane dal 1° luglio al 31 dicembre.In tale caso, il divieto sussiste a prescindere dalla effettiva fruizione degli strumenti di integrazione salariale;
  • il comma 10 dell'art. 8, del DL n. 41 del 2021, relativamente alle imprese di cui ai commi 2 e 8, ovvero a quelle aventi diritto all'assegno ordinario e alla cassa integrazione salariale in deroga di cui agli artt. 19, 21, 22 e 22 quater, DL n. 18 del 20, nonché a quelle destinatarie della cassa integrazione operai agricoli CISOA, ha precluso, fino al 31 ottobre 2021, la facoltà di procedere a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e a licenziamenti collettivi, anche in questo caso a prescindere dalla fruizione o meno di ulteriori settimane di cassa integrazione.
Il termine più ampio del 31 ottobre è stato poi concesso alle imprese del turismo, stabilimenti balneari e commercio, sebbene l'art. 43 del DL n. 73 del 2021 abbia previsto un'eccezione: infatti, per i datori di lavoro operanti in tali settori, il divieto di licenziamento risulta esteso fino al 31 dicembre nell'ipotesi in cui decidano di richiedere l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali, fruibile appunto entro tale data. Sebbene la Nota non lo specifichi, resta sempre possibile in base all'art. 40, comma 5 del Decreto Sostegni bis la facoltà di licenziare:
  • in caso di cessazione definitiva dell'attività di impresa, conseguente alla messa in liquidazione della società senza continuazione (anche parziale) dell'attività, nel caso in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d'azienda o di un ramo di essa ai sensi dell'art. 2112 c.c.;
  • in caso di vigenza di un accordo collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale con il datore di lavoro che abbia ad oggetto l'incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro;
  • in caso di fallimento, quando non è previsto l'esercizio provvisorio dell'impressa ovvero ne sia disposta la cessazione.
PUBBLICATO IL 11 Agosto 2021

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